venerdì 8 marzo 2013

RICCHI, RICCHISSIMI, PRATICAMENTE IN MUTANDE.


Riformare la Giustizia ormai vuol dire “mani ai portafogli”.
È vero, secondo il Rapporto 2010 della Cepej (The European Commission for the Efficiency of Justice), la Commissione che monitora l'efficienza della giustizia dei paesi europei, in Italia vengono annualmente avviate circa 5.000 procedimenti civili ogni 100.000 abitanti, a fronte dei circa 3.500 del Regno Unito, dei 2.500 della Francia e dei 2.300 della Germania.
Ovviamente l'arretrato si sovrappone e, come il più classico dei cani che si morde la coda, il risultato è che ci vogliono (di media) 500 giorni di attesa per l’uscita di una sentenza.
Ora immaginate il nostro legislatore che pensa ad un modo per impedire l’accesso alla giustizia e decongestionare i Tribunali. Si accende la lampadina ed ecco risolto il problema: aumentare esponenzialmente i costi sostenuti dai cittadini.
A questo punto pensiamo: potrebbe essere cosa buona e giusta se questi quattrini in più servissero ad ampliare il numero dei giudici (e, quindi, anche i posti di lavoro). MA SAREBBE TROPPO BELLO.
Dunque, la TASSA che serve ad istaurare un processo civile (c.d. CONTRIBUTO UNIFICATO…assomiglia ad una marca da bollo, si compra in tabaccheria) è aumentata in maniera esponenziale e questo vieta, di fatto, a chi ha poca disponibilità, a rivolgersi al potere giudiziario.
La cosa più assurda è che, dal 2010, è stato introdotto il contributo unificato (pari a 37 euro) anche per le opposizioni alle multe. Mi pare corretto! Praticamente la metà delle multe riportano una sanzione che va dai 38 ai 100 euro (sempre facendo una media) e solo per impugnarla devo spendere più o meno la stessa cifra. Senza contare che i Giudici MOLTO DIFFICILMENTE condannano le varie Prefetture ed altrettanto MOLTO DIFFICILMENTE, quando si vince, condannano le Prefetture a restituire le spese sostenute. E ti senti dire: “bè, sa com’è…siamo sempre organi statali, per cui non possiamo darci addosso fra di noi”.
AL TOP.
Occorre fare una precisazione: FINO AL 2010 QUESTE OPPOSIZIONI ALLE MULTE ERANO ESENTI DA QUALUNQUE TASSA, proprio per evitare abusi di potere da parte degli addetti ai lavori (come i semafori che ti fanno scattare il rosso a distanza di un decimo di secondo dal giallo).
Adesso invece ti senti dire: “non le conviene fare opposizione”.
LI’ MORTACCI TUA.
Come ciliegina su una torta ormai divorata, è intervenuta la legge di stabilità n. 228 del 24 dicembre 2012 (che io oserei chiamare “LEGGE DI DE-STABILITA’), con la quale il contributo unificato sale ancor di più: nei procedimenti davanti al Tribunale amministrativo Regionale (TAR) è aumentato ad euro 650,00 (fino a luglio 2011 era di 500 euro, da luglio 2011 a dicembre 2012 e' stato di 600,00 euro); nei giudizi di impugnazione amministrativi è aumentato del 50%); nei giudizi dinanzi alla Corte di Cassazione è addirittura raddoppiato; nei ricorsi straordinari al Capo dello Stato, per i quali fino a luglio 2011 non era previsto alcun contributo unificato (!!!), il contributo introdotto nel 2011 di 600,00 euro è aumentato a 650,00 euro.
Spero vivamente che abbiate capito che tutto ciò costituisce un vero e proprio MURO all'esercizio del diritto di difesa e di accesso alla giustizia.
E come al solito a rimetterci sono i POVERACCI, nonché il disposto costituzionale che garantisce a tutti la tutela giuridica dei propri diritti, che rimane inesorabilmente pregiudicato da obblighi aventi l’unico scopo di deflazionare il contenzioso rendendone l'accesso economicamente gravoso.





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